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Glucosammina e Condroitina
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La
glucosammina è una sostanza che deriva dal glucosio
e glutammina. È incorporata nei glicosaminoglicani
(polisaccaridi non ramificati) che sono incorporati nei
proteoglicani (proteine che
contengono glicosaminoglicani). I proteoglicani si trovano
in ogni tessuto dl corpo umano, in particolare nella matrice
extracellulare e la loro particolarità consiste
nella straordinaria capacità di attrarre acqua.
La glucosammina la troviamo sia nella sua forma solfato
che HCl (glucosammina idrocloridrato) e N-acetil-glucosammina
(NAG); un ottimale assorbimento si ha con la glucosammina
solfato che è la più utilizzata nel trattamento
delle osteoartrosi, in ambito veterinario viene utilizzata
invece la forma HCl. Si consiglia di assumere la glucosammina
con il cibo per minimizzare i possibili piccoli disturbi
gastro-intestinali, la glucosammina è una sostanza
piuttosto sicura nei soggetti sani e l'unica interazione
degna di nota è quella con i diuretici.
La condroitina solfato è il componente principale
della cartilagine. Per la sua capacità di richiamare
acqua, la condroitina solfato aiuta a "lubrificare"
le articolazioni. Sfortunatamente il contenuto di condroitina
solfato nelle cartilagini declina con l'età. È
una sostanza piuttoato sicura per i soggetti sani (rari
casi di disturbi gastrici) però non bisogna dimenticare
l'interazione con prodotti eparino-simili potenziandone
l'azione.
La glucosammina e la condroitina solfato vengono create
dal nostro organismo e non si assumono direttamente con
la dieta. L'assunzione tramite integratori con queste
sostanze permette un loro pronto utilizzo. La glucosammina
e la condroitina solfato sono utilizzate nella terapia
delle osteoartriti e come prevenzione e trattamento degli
infortuni osteoarticolari tipici in alcune discipline
sportive che causano un superlavoro articolare ed uno
stress da sovraccarico funzionale. La glucosammina e la
condroitina solfato svolgono un'efficace protezione prevenendo
l'usura cartilaginea e/o stimolando la produzione di cartilagine
in quelle zone articolari usurate tramite la sintesi di
glicosaminoglicani. Circa il 90% delle glucosammina solfato
ingerita viene assorbita; di questa l'8-12% è distribuita
nei tessuti, il 20-30% viene eliminata con le urine e
la restante quota viene eliminata come anidride carbonica.
Il destino metabolico della condroitina solfato è
meno felice perché viene assorbita solo il 10%
della quota ingerita.
Il meccanismo d'azione di queste sostanze non è
ben chiaro comunque si ipotizza che agiscano inibendo
gli enzimi lisosomiali ( enzimi che "distruggono"
la cartilagine) e stimolino la sintesi dei proteoglicani.
Il letteratura esistono diversi studi scientifici sugli
effetti della glucosammina e condroitina in esseri umani
testati in oltre 4000 soggetti. Se dovessimo paragonarli
ai classici antinfiammatori non steroidei (FANS) queste
sostanze presentano degli indiscussi vantaggi, sia in
termini di efficacia (pari ai FANS ma non superiore) che
come tossicità molto bassa; inoltre alcuni studi
suggeriscono come gli effetti della glucosammina e condroitina
solfato persistono per un periodo si 4 settimane dopo
la sospensione del trattamento terapeutico.
Un bellissimo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista
Lancet, ha studiato gli effetti di una trattamento di
lunga durata (3 anni) con glucosammina solfato in pazienti
con patologia osteoartritica; uno studio realizzato in
doppio cieco che ha dimostrato come la glucosammina solfato
migliori sia la struttura articolare, il range di movimento
ed il dolore. Un altro interessantissimo studio (realizzato
dal The National Institutes of Health che si concluderà
a Marzo-Aprile 2002) testerà su 1500 soggetti gli
effetti della glucosammina solfato, condroitina solfato,
entrambi e degli gli inibitori COX-2 (dei nuovi antinfiammatori)
i risultati di questi studi apriranno se positivi nuovi
protocolli terapeutici per il trattamento delle patologie
con degenerazione cartilaginea.
Un ottima terapia per le patologie osteoarticolari ma
anche un valido aiuto per gli infortuni osteoarticolari
negli atleti, infatti queste sostanze non si trovano solo
come farmaci ma anche come supplementi. Nelle patologie
in atto generalmente la dose raccomandata giornaliera
è pari a 1500 mg di glucosammina e 1200 mg di condroitina
solfato per un periodo tra i 40-60 giorni per poi procedere
con una dose di mantenimento di 750 mg di glucosammina
e 600 mg di condroitina solfato per un periodo di tempo
che verrà suggerito del medico. Come scopo preventivo
può andar bene il dosaggio del periodo di mantenimento
sopra citato (naturalmente è necessario il consulto
medico!). La qualità europea di queste sostanze
è nettamente migliore rispetto ai composto made
in USA (dove sono state registrati diversi casi di manipolazione
riguardo la purezza e qualità chimica). Come già
discusso non esistono particolari controindicazioni relative
alla glucosammina e condroitina se non particolari situazioni
cliniche incompatibili con le loro formulazione chimica,
ad esempio alcuni prodotti di glutammina solfato presentano
un'importante quota di sodio sconsigliata ovviamente ai
soggetti che devo seguire una dieta iposodica! Ancora
da chiarire i potenziali effetti collaterali legati ad
un trattamento a lungo termine (diversi anni), il trattamento
a breve termine è sicuro.
In natura è possibile reperire queste sostanze
attraverso l'assunzione di cartilagine offerta da alcuni
sottoprodotti de pesci (vedi cartilagine di squalo), personalmente
suggerisco l'assunzione delle sostanze pure perché
possiedo il vantaggio di assoluta qualità e soprattutto
è possibile quantificarne la dose.
Articolo
gentilmente concesso da Naturalman.
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