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Thermocut V4

Thermocut V4

19,99 €

(In magazzino)

Thermocut V4

- Marca: Pharmapure
- Formato: 90 Tabs
- Gusto: Neutro

Breve descrizione

- Dimagrante a base di estratti vegetali
- Potenziato con Caffè Verde e Chitosano
- Con ALA, Carnitina, Guaranà e Ginseng
- Con pochi stimolanti
- Energetico

Disponibilità: In magazzino

19,99 €
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Dettagli

Thermocut V4 è un integratore dietetico a base di estratti vegetali. Può essere utile come coadiuvante nelle diete ipocaloriche, in presenza di un’adeguata attività fisica ed alimentazione, mobilitando i grassi stoccati nei tessuti adiposi, favorendo il loro metabolismo e migliorando concentrazione, umore e l’energia.

 Il Thermocut è un prodotto specificatamente disegnato e progettato per accelerare la perdita del peso e contiene ingredienti specifici pef fare in modo che ciò avvenga.

INGREDIENTI e Principi Attivi

GUARANA' :  

Un valido aiuto in questi casi può arrivare anche dalla fitoterapia e, in particolare, da alcune piante “toniche”; in questo articolo approfondiremo l’uso del guaranà per dimagrire. Il guaranà è, infatti, spesso usato all’interno di integratori coadiuvanti di diete ipocaloriche. Scopriamo il meccanismo d’azione di questa pianta, come sfruttarla al meglio e le sue eventuali controindicazioni.

CHE COS’È IL GUARANÀ? : Il guaranà (Paullinia cupana) è una pianta rampicante originaria dell’Amazzonia e diffusa in Paesi dell’America Latina come il Brasile e il Venezuela; se in Occidente è conosciuta solo da qualche decennio, in Sudamerica è molto popolare sin dall’antichità.

Dal XVI secolo, durante la colonizzazione portoghese del Brasile, i coloni europei vennero  a conoscenza di questa pianta. La sua classificazione botanica avvenne nel Seicento, ad opera del botanico Paulli, dal quale deriva il nome scientifico della pianta: Paullinia cupana

PROPRIETÀ E MECCANISMO D’AZIONE DEL GUARANÀ : Nella fitoterapia moderna i semi del guaranà sono impiegati nella formulazione di integratori, liquidi o in pastiglie, in virtù delle molteplici proprietà benefiche. L’estratto di semi di guaranà è, infatti, utile per:

  • combattere la stanchezza fisica e mentale;
  • sostenere il metabolismo, in particolare quello dei lipidi.

LA CAFFEINA: IL PRINCIPIO ATTIVO DEL GUARANÀ PER DIMAGRIRE : I semi di guaranà contengono una quantità di caffeina superiore a quella presente nel caffè. Per questo motivo che l’estratto secco presenta i sopracitati effetti sul nostro organismo.

Proprio la caffeina è la principale responsabile dell’azione metabolica del guaranà: «essa provoca un aumento della termogenesi (cioè l’uso di grassi per riscaldare l’organismo) e una maggiore attività sull’enzima lipasi. Questo produce un aumento della lipolisi, ovvero “smuove i depositi di grasso presenti nei tessuti sottocutanei» (Le piante che guariscono, a cura di G. Maffeis, Milano 2014).

Questo meccanismo d’azione induce a reputare utile l’assunzione di guaranà per dimagrire, specie dopo le vacanze estive o invernali. Smaltire i chili di troppo accumulati in vacanza, potrebbe essere più facile del previsto: i semi della pianta, infatti, coniugano assieme un effetto tonico e anti stanchezza a un’azione di supporto delle diete ipocaloriche.

GINSENG : 

Le virtù del ginseng sono attribuibili a diversi componenti presenti nelle sue radici. Oltre ad un buon contenuto in vitamine, olio essenziale e polisaccaridi (panaxani), va segnalata la presenza di saponine triterpeniche, chiamate ginsenosidi, i principi attivi principali della droga.

La pianta ha proprietà toniche e adattagone, perché favorisce la capacità dell'organismo di adattarsi allo stress rafforzando il sistema immunitario, endocrino e nervoso e migliorando le capacità fisiche e mentali.

Come tutti gli adattogeni vegetali, migliora la risposta del cervello e del surrene, incrementando quindi la resistenza dell'organismo di fronte ai più diversi agenti lesivi di carattere chimico, fisico, meccanico, farmacologico e biologico.

Diversi studi hanno dimostrato che il ginseng influenza l'asse ipotalamo-ipofisi aumentando il rilascio di ACTH, un ormone che induce la liberazione surrenale di cortisolo o "ormone dello stress". Il cortisolo, promuove la sintesi del glicogeno e quella delle proteine a livello muscolare e stimola la funzionalità del sistema immunitario, permettendo all’organismo di resistere meglio al freddo, al caldo, alle intossicazioni chimiche, alla fatica, ecc.

Numerosi studi evidenziano inoltre le sue proprietà ipoglicemizzanti, utili per ridurre la concentrazione ematica di glucosio, in caso di diabete mellito. I ginsenosidi sembrano favorire la sintesi pancreatica di insulina ed aumentare la produzione di trasportatori del glucosio nel fegato; i panaxani (polisaccaridi) sembrano invece diminuire la sintesi di glucosio a livello epatico ed aumentare il suo utilizzo nei vari tessuti corporei.

La sua proprietà stimolante agisce su tutti i sistemi grazie alla sua abilità di aumentare temporaneamente la funzione e l'attività in modo rapido con un conseguente miglioramento dei riflessi, accelerazione alla risposta nervosa, riduzione dell’affaticamento mentale e potenziamento la resistenza fisica, e della memoria, rendendolo indicato per chi studia o ha un’intensa attività sportiva.

Considerato da sempre un cibo afrodisiaco specialmente maschile, il ginseng stimola il desiderio e le funzioni sessuali. Questa sua virtù sembra essere legata alla capacità di aumentare il rilascio di ossido nitrico dalle cellule endoteliali dei corpi cavernosi del pene; la conseguente vasodilatazione permetterebbe di ottenere un'erezione più vigorosa. 

CAFFE' VERDE : 

Il caffè verde viene utilizzato come integratore se si vuole perdere peso, poiché contiene un mix di principi attivi che agiscono stimolando il metabolismo e limitando l’assorbimento degli zuccheri. Rispetto al caffè nero, quello verde ha un contenuto di caffeina minore, che però una volta assunta viene assimilata in modo più lento e graduale rispetto alla caffeina del caffè tostato. Ciò accade perché nei chicchi verdi questa sostanza è legata all’acido clorogenico, un composto antiossidante il quale fa sì che essa rimanga in circolo più a lungo. In pratica, con una tazzina di caffè nero, la caffeina agisce entro mezz’ora risvegliandoci dal torpore, ma poi l’effetto svanisce nel giro di qualche ora. Con il caffè verde, invece, la caffeina viene rilasciata gradualmente, a livello delle mucose gastriche, per poi rimanere nel sangue di più, con un effetto stimolante del metabolismo più prolungato e minori effetti collaterali. La caffeina presente nel caffè verde, aiuta anche la concentrazione mentale e la resistenza fisica, contrastando la stanchezza, proprio grazie al suo lento assorbimento e al rilascio prolungato.

Come agisce la caffeina del caffè verde : La caffeina del caffè verde impedisce alle mucose intestinali di assimilare parte degli zuccheri ingeriti. Questo significa un minor livello di zuccheri nel sangue, quindi la prevenzione dei picchi glicemici elevati che comportano un rallentamento del metabolismo e la formazione di grasso addominale, oltre a favorire nelle persone predisposte la comparsa del diabete. Inoltre, fa sì che gli zuccheri già assimilati e trasformati in glicogeno dal fegato non tornino nel sangue sotto forma di glucosio. Il che darebbe luogo all’innalzamento della glicemia nel sangue, quindi al rallentamento del metabolismo.

Le conferme della scienza : Le proprietà dimagranti del caffè verde, oltre a derivare da quanto già detto, sono dovute anche al fatto che la sua caffeina e i suoi polifenoli antiossidanti (di cui è particolarmente ricco) riducono grassi (trigliceridi) e colesterolo nel fegato, e fanno accumulare meno adipe. Questo secondo uno studio condotto all’Università di Cranston in Pennyslvania.

Altri principi attivi importanti del caffè verde : Il caffè verde contiene altre sostanze, le metilxantine importanti ai fini della perdita di peso. Queste sono infatti in grado di ridurre le dimensioni delle cellule adipose e di limitare l’assorbimento dei grassi. In definitiva, il caffè verde è un vero e proprio bruciagrassi. Inoltre, è ricco anche di altre sostanze utili al nostro organismo: sali minerali, vitamine e i già citati polifenoli in concentrazioni più elevate rispetto al caffè nero e al tè. Ricordiamo che i polifenoli ostacolano l’azione dei radicali liberi, rallentando l’invecchiamento cellulare.

Il caffè verde: altre proprietà e benefici : Rispetto al caffè nero, il caffè verde è molto meno acido. Il pH del caffè crudo infatti è di circa 5 contro i 3-3,5 del caffè tostato, per cui risulta essere meno dannoso nei confronti della mucosa dello stomaco. L’acido clorogenico che contiene, regola anche la pressione arteriosa, normalizza i livelli di colesterolo, prevenendo il rischio di malattie cardiovascolari, e favorisce il transito intestinale, contrastando la stitichezza e promuovendo la disintossicazione dell’organismo. Sempre l’acido clorogenico, potente nella sua azione antiossidante, viene trasformato a livello intestinale in acido caffeico che vanta importanti proprietà antinfiammatorie, utili per contrastare l’insorgere di varie malattie, tra cui anche le patologie tumorali.

BLACK PEPPER 

Con il suo aroma caldo e pungente regala gusto e personalità ai piatti salati e dolci, ma oggi sappiamo anche che il pepe nero, prodotto in Oriente e in particolare in India, nello stato del Kerala, a partire dall’essiccazione dei frutti acerbi del Piper nigrum, è anche un potentissimo bruciagrassi naturale: il merito è della piperina, un alcaloide che conferisce al pepe il suo caratteristico sapore e stimola la secrezione dei succhi gastrici, purifica l’intestino (evitando il meteorismo) e accelera il metabolismo. L’altro effetto dimagrante del pepe nero è legato alla sua capacità di aumentare il calore corporeo e di attivare la termogenesi: potenzia quindi la demolizione dei grassi, aiuta il corpo a smaltire più calorie e migliora la digestione dei lipidi.

Secondo l’ayurveda, l’antica tradizione medica indiana, il pepe nero disperde le ama, ovvero le tossine che appesantiscono l’organismo, e contemporaneamente aumenta Pitta, il “fuoco” metabolico. 

 NOCE DI COLA 

Il sapore amaro è indice del contenuto di xantine e metilxantine, come la caffeina, la teobromina, la teomillina e altri principi attivi tipici di bevande come tè, cioccolata e caffé. Questi sono utili nelle diete dimagranti in quanto inibitori della fame.

Abbiamo inoltre molta cellulosa, tannini, acido trannico e flobafeni (agenti colore rosso attorno ai semi), catechine (astringenti e antiossidanti), e infine vari alcaloidi, utili per stimolare e favorire la digestione e per lenire problemi legati alle emicranie. 

WHITE WILLOW 

Salice, estratto corteccia contenente saliicina. Come per la spirea, il fitocomplesso contenuto nella corteccia del salice bianco ha un'azione notevolmente meno irritante per la mucosa gastrica, rispetto a quella dell'acido acetilsalicilico (componente di un noto farmaco); inoltre, l'azione vasoprotettiva dei flavonoidi ne esalta l'azione antinfiammatoria.

GREEN TEA

The verde. Il the verde fa bene. Caldo d’inverno, per contrastare le temperature rigide esterne, oppure fresco d’estate, per una carezza rigenerante a causa della grande afa, il tè verde (Camelia sinensis) non è solo una semplice bevanda, ma un vero e proprio concentrato di virtù e proprietà, comprese quelle dimagranti.

Originario della Cina e del Giappone, gli orientali ne conoscono e apprezzano le caratteristiche benefiche fin dai tempi più antichi; solo in epoca ben più recente il tè verde ha cominciato a farsi conoscere e ad occupare un suo spazio anche in occidente, specialmente in seguito alle ricerche scientifiche che ne hanno dimostrato l’efficacia per la salute dell’uomo. Dopo la raccolta, le foglie di tè verde non sono sottoposte a fermentazione ma solo ad essiccazione: in tal modo, esse mantengono intatti e inalterati tutti i principi attivi.

Ricco di vitamine (in primis A e C), minerali (tra cui spiccano il potassio, il ferro, lo zinco e il selenio) ma soprattutto di polifenoli dall’importante funzione antiossidante, per contrastare l’invecchiamento cellulare, tra cui eccelle l’Epigallocatechina gallato (EGCG), il tè verde agisce apportando differenti aspetti benefici al corpo: Fluidifica il sangue, riducendo i rischi di patologie aterosclerotiche; Abbassa i livelli di colesterolo LDL e di zuccheri nel sangue; Rinforza il sistema immunitario;

Contribuisce a mantenere il cervello in salute; Allontana il rischio di carie dentali; Come abbiamo accennato, è un ottimo antiossidante naturale; Coadiuva l’azione dimagrante e drenante. Approfondiamo ora proprio quest’ultimo punto: quali sono le proprietà dimagranti del tè verde e in che modo il tè verde fa dimagrire? Tè verde per dimagrire: come e perché il tè verde aiuta a dimagrire Come anticipato, cerchiamo di approfondire le particolare proprietà dimagranti di questa bevanda. Non ci stancheremo mai di sottolineare che non esistono sostanze prodigiose che garantiscono il dimagrimento. Per raggiungere e mantenere la forma fisica occorre soprattutto seguire uno stile di vita sano: mangiare bene e fare attività fisica.

Se abbiamo quindi deciso di cominciare una dieta sana e ipocalorica e una regolare attività fisica, inserire il tè verde ogni giorno rappresenta un valido aiuto per perdere peso. La bevanda è, infatti, ricca di catechine, sostanze antiossidanti appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, in grado di donare un senso di sazietà prolungato che diminuisce i rischi di mangiare più del dovuto e di ricorrere a snack spezza-fame davvero poco salutari. Esse, inoltre, accelerano il metabolismo basale e stimolano il processo di termogenesi, processo che riduce la conversione dei grassi assunti con la dieta in calorie, indirizzando i nutrienti (specialmente carboidrati e grassi) a produrre energia sottoforma di calore, piuttosto che a sintetizzare tessuto adiposo di riserva: agire sulla termogenesi permette, quindi, di tenere maggiormente sottocontrollo il peso corporeo e di impedire l’accumulo di grasso, specialmente nel girovita e nella zona addominale. Il tè verde aiuta a dimagrire anche perché contiene anche le metilxantine (caffeina, teobromina, teofillina), molecole che riducono l’assorbimento degli zuccheri, stimolano la lipolisi, ossia l’eliminazione dei grassi dagli adipociti (resa possibile anche grazie all’effetto positivo compiuto sul cortisolo, importante ormone lipogenetico) e che, grazie all’azione vasodilatatoria, determinano una maggiore attività renale e una diuresi più efficace. Produrre ed eliminare più urina facilita la depurazione e la detossinazione dell’organismo, poiché si allontanano le scorie e le sostanze di scarto che vi si accumulano all’interno e si eliminano i liquidi in eccesso che, quando ristagnano, danno origine alla fastidiosa e antiestetica cellulite. L’ammasso di scorie e tossine impedisce, infatti, all’organismo di lavorare al meglio e alle cellule di poter assimilare le sostanze buone a discapito di grassi: per questo è importante stimolarne l’escrezione.

PEPERONCINO (Chilli Pepper)

Come e perché il peperoncino aiuta a dimagrire L’assunzione del peperoncino in aggiunta ai cibi, oltre a dare la caratteristica percezione di piccante, dona anche una certa sensazione di calore che si sprigiona tanto nella bocca quanto nel resto del corpo. Tale impressione è data ovviamente non da un reale aumento della temperatura corporea, ma dall’attivazione di determinati recettori: alcuni sono presenti sulla lingua, e grazie ad essi riusciamo a percepire le temperature sia dei cibi, sia delle bevande; altri, invece, sono presenti a livello del cosiddetto tessuto adiposo bruno (BAT).

Tale tessuto è quello che stimola gli adipociti a rilasciare l’adipe accumulato sottoforma di dispersione di calore corporeo. Legandosi a tali recettori, quindi, la capsaicina spinge il BAT a disperdere energia come calore (termogenesi), anziché immagazzinarla come grasso. Ma non solo. La capsaicina aiuta a prevenire la sensazione di fame. Ciò è possibile perché essa riduce l’attività di un ormone oressizzante, la grelina: prodotta dalle cellule endocrine del pancreas, dello stomaco e da alcuni neuroni presenti nell’ipotalamo, la grelina stimola, infatti, il segnale dell’appetito. Una riduzione della sua attività può rappresentare un buon aiuto per ridurre il desiderio di cibo e facilitare il processo di dimagrimento.

La capsaicina, inoltre, stimola e accelera il metabolismo. Alcuni studi hanno dimostrato come essa possa aumentare la spesa energetica utilizzando i lipidi anche a riposo: tale dato è molto importante per i soggetti in sovrappeso che non svolgono attività fisica o che hanno appena cominciato a praticarla. Naturalmente, la combinazione ottimale che preveda corretto regime alimentare, sport e assunzione di peperoncino permette di dare una scossa più importante ai metabolismi più pigri.

CAFFEINA 

La caffeina, chimicamente nota come 1,3,7-trimetilxantina, è una metilxantina nota per le sue spiccate attività biologiche. Tra gli innumerevoli utilizzi, la caffeina è impiegata con grande successo anche nel dimagrimento e nel trattamento dell'obesità, rientrando nella formulazione di diversi integratori, comunemente definiti termogenici.

Le principali fonti naturali di caffeina sono: Il caffè; Il tè, in particolare il tè verde; Il cacao; Il Guaranà; Il Matè; La noce di Cola.

A cosa serve? Le interessantissime proprietà biologiche della caffeina, ne hanno facilitato l'impiego anche in ambito clinico. Nonostante l'imponente mole di lavori a riguardo, gli studi non sono sempre concordi. Sicuramente, la caffeina ha dimostrato la sua efficacia: Nel trattamento dell'emicrania; Nel miglioramento delle capacità percettive e dello stato di vigilanza; Nel migliorare la performance atletica, sia di endurance che di forza; Nel ridurre la sintomatologia respiratoria in corso di asma; Nel trattamento integrato di patologie neurodegenerative e ossidative; Nel trattamento dell'obesità e nella gestione del peso corporeo. 
Quali benefici ha dimostrato la caffeina, nel dimagrimento, nel corso degli studi? La caffeina è sicuramente una delle molecole più studiate e allo stesso tempo promettenti nel trattamento dell'obesità. Tale potenzialità deriverebbe dai numerosissimi meccanismi biologici nei quali interverrebbe la caffeina. Più precisamente:

La caffeina sembrerebbe, sia in modelli sperimentali che in trials clinici, ridurre la sensazione di appetito, probabilmente agendo sui centri ipotalamici che regolano fame/sazietà, limitando così il consumo di alimenti e quindi l'introito calorico complessivo; Racotta IS, Leblanc J, Richard D The effect of caffeine on food intake in rats: involvement of corticotropin-releasing factor and the sympatho-adrenal system . Pharmacol Biochem Behav. (1994) Caffeine reduces spontaneous energy intake in men but not in women

La caffeina interverrebbe potenziando il metabolismo ossidativo intermedio, come ad esempio il ciclo di cori, impedendo l'accumulo di substrati potenzialmente lipogenici e contestualmente sostenendo il flusso ossidativo; Norager CB, et al Metabolic effects of caffeine ingestion and physical work in 75-year old citizens. A randomized, double-blind, placebo-controlled, cross-over study .  Clin Endocrinol (Oxf). (2006)

La caffeina interverrebbe ottimizzando l'attività di enzimi noti come fosfodiesterasi, impegnati attivamente nello smaltimento di substrati energetici e riducendo sensibilmente l'attività delle vie lipogeniche; Nehlig A, Daval JL, Debry G Caffeine and the central nervous system: mechanisms of action, biochemical, metabolic and psychostimulant effects . Brain Res Brain Res Rev. (1992)

La caffeina aumenterebbe il metabolismo basale, quindi la spesa energetica complessiva, sia nei soggetti obesi che negli atleti, in maniera dose-dipendente, e attraverso meccanismi complessi che prevedrebbero un potenziamento dell'attività mitocondriale; Acheson KJ, et al Caffeine and coffee: their influence on metabolic rate and substrate utilization in normal weight and obese individuals . Am J Clin Nutr. (1980) Caffeine: a double-blind, placebo-controlled study of its thermogenic, metabolic, and cardiovascular effects in healthy volunteers

L'insieme di queste attività donerebbe alla caffeina il tanto millantato potere dimagrante, tangibile tuttavia solamente quando associato a una dieta ipocalorica e a un adeguato stile di vita. 

L-TIROSINA 

Questo macronutriente è un precursore sia di neurotrasmettitori che di ormoni, sostanze che hanno effetto adattogeno e di stimolazione sul metabolismo basale e per lo stimolo delle catecolamine e degli ormoni iodati Cosa sono le catecolamine?

Si tratta di sostanze che fungono da neurotrasmettitori, dopamina, noradrenalina e adrenalina, tre composti che svolgono nel nostro organismo molteplici attività ed in questo specifico caso ciò che ci interessa è la loro capacità di migliorare lo stato preparatorio a situazioni di elevato stress psico fisico come quelle che si presentano negli intensi allenamenti con i pesi.

Nel dettaglio detti neurotrasmettitori sono in grado di: aumentare la gittata cardiaca incrementare l’ossigenazione dei muscoli elevare la soglia di attenzione sostenere la produzione di energia esplosiva.

Questi sono i principali effetti promossi dalle catecolamine ma ce ne sono altri due che possiamo certamente ricondurre con certezza non soltanto ad una migliore prestazione (azione adattogena) ma ad una riduzione del grasso molto più repentina, vediamo perchè. L’aumento del metabolismo basale ed il conseguente maggiore dispendio calorico a riposo (indotto appunto dalla spinta metabolica catecolaminergica) mettono l’atleta in condizione di soddisfare più facilmente quel requisito essenziale per innescare la lipolisi, cioè il bilancio calorico negativo.

Devi capire che se nell’arco di una giornata l’energia che assumi attraverso l’alimentazione e gli integratori è superiore a quella che consumi, a prescindere da dove provengono le calorie (se da grassi, carboidrati o proteine), non potrai dimagrire neppure di un grammo. Questo effetto mediato dalla spinta alla produzione di catecolamine indotta dalla L-tirosina è anche coadiuvata da un ulteriore caratteristica di questo aminoacido e cioè dalla sua capacità di promuovere anche il rilascio degli ormoni iodati, ed in seguito approfondiremo l’argomento.

Prima di farlo però dobbiamo ricordare la seconda caratteristica che pone le catecolamine come efficaci dimagranti e nello specifico parliamo dell’adrenalina, anche nota con il nome epinefrina. Questo composto oltre quanto su detto, svolge anche un’altra interessantissima funzione, in poche parole (visto che si tratta di un meccanismo piuttosto complesso) si occupa di attivare alcuni segnali metabolici che nella citomembrana dell’adipocita (cellula che contiene il grasso) servono per attivare la lipolisi, cioè la degradazione dei trigliceridi e dunque il dimagrimento.

Tornando invece all’effetto precursorio dellaL-tirosina sugli ormoni tiroidei, ed in particolar modo sulla tiroxina, segnaliamo che il T4 (questo è l’acronimo per indicare detto ormone) è in grado di:

  • incrementare la produzione di calore per sostenere la temperatura corporea (termogenesi) aumentando l’utilizzo di ossigeno e quindi comportando un maggiore dispendio energetico, che come prima detto andrà a coadiuvare lo stesso effetto mediato dalle catecolamine;
  • rendono più facile il raggiungimento del bilancio azotato positivo, altro requisito indispensabile per dare ottimale sostegno alla sintesi proteica e quindi alla crescita muscolare;
  • facilitano la mobilitazione dei grassi in generale e in particolar modo del colesterolo; migliorano l’efficienza glucogenetica e di glicogenolisi, fattori indispensabili per un adeguato sostegno energetico, soprattutto in carenza di scorte glucidiche.

 

L-CARNITINA

La carnitina, individuata per la prima volta nel 1905 nell'estratto di carne bovina, è un acido carbossilico la cui formula chimica è C7H15NO3.
Appartiene alla famiglia delle metilammine e la sua struttura ricorda quella di un amminoacido.
Gli acidi grassi si legano alla carnitina e vengono veicolati all'interno dei mitocondri, dove sono trasformati in energia: ciò favorisce il loro consumo ed evita l'accumulo di adipe.
L'acido carbossilico è contenuto in diversi alimenti e tra questi si annoverano la carne, in particolare rossa, i semi di soia, i latticini ed alcune varietà di frutta.
Viene, inoltre, sintetizzato dall'organismo a livello del fegato e dei reni attraverso una reazione chimica che coinvolge, la lisina e la metionina, due amminoacidi e i cofattori vitamina C, vitamina B6, niacina e ferro.
Il fabbisogno quotidiano si aggira intorno ad 80 mg per chilo di peso corporeo: una dieta equilibrata consente, perciò, un introito giornaliero compreso tra 100 e 300 mg.
Chi segue una dieta vegetariana può, invece, assumerlo da carciofi, legumi, banane, asparagi, broccoli, albicocche e carruba.

La carnitina apporta diversi benefici all'organismo.

Azione dimagrante: accelera il metabolismo dei grassi e viene, perciò, impiegata in caso di obesità.
- Migliora la salute dell'apparato cardiovascolare: il suo impiego previene diverse malattie di origine cardiaca (aritmie, angina pectoris, infarto ed insufficenza cardiaca) e sostiene il corpo, nella fase di recupero, dopo che è stato colpito da una di queste patologie. Abbassa i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, mentre promuove la formazione del colesterolo buono (HDL).
- Effetti positivi sul sistema nervoso: rende le cellule cerebrali più efficienti, viene somministrata a pazienti affetti da disturbi depressivi e pare fornire un valente contributo nel trattamento del Morbo di Alzheimer.
- Azione sui muscoli: limita, durante l'allenamento muscolare, la produzione di acido lattico ed assicura il livello di glicogeno nei muscoli.
Alcuni studi hanno evidenziato come l'assunzione di carnitina, da parte degli atleti, induca un risparmio di glicogeno pari a circa il 50%.
Gli sport che richiedono l'impiego di tale sostanza sono, soprattutto, quelli che necessitano di una maggiore resistenza muscolare e tra questi vi sono il body building, il ciclismo ed il fitness.
- Regola l'attività della tiroide: viene impiegata nel trattamento delle tireotossicosi iatrogene (patologie tiroidee che comportano una produzione eccessiva di ormoni tiroidei).
La carnitina interdice il trasporto di suddetti ormoni: l'efficacia e l'effetto di tali sostanze, sulle cellule bersagliate, sono perciò contenuti.

Ma a cosa serve tale acido nel nostro organismo? La sua funzione è di fungere da carrier nel trasporto degli acidi grassi verso la loro degradazione e il loro utilizzo, da parte dei mitocondri, per creare energia sotto forma di ATP, in altre parole serve a facilitare il consumo degli acidi grassi. La sua funzione biochimica consiste nel legare con il suo gruppo ossidrilico il gruppo acilico dei tioesteri acil coA, formati dalla reazione di un acido grasso che reagisce con CoA e ATP, per fare in modo che questi attraversino la membrana mitocondriale e possano essere utilizzati per ottenere energia.

Il legame con la carnitina è una trans esterificazione catalizzata dalla carnitina aciltransferasi I, che si trova sulla faccia esterna della membrana mitocondriale. L’estere formatosi dalla reazione attraversa la membrana mitocondriale grazie anche all’aiuto del trasportatore acil – carnitina/carnitina, e la tappa finale del processo prevede il trasferimento del gruppo acilico dalla carnitina al coA ad opera della carnitina acil transferasi II. La carnitina nel nostro organismo sembra sia particolarmente attiva in condizioni di ipoglicemia, quando nel sangue i livelli di glucagone e di acidi grassi si innalzano.

CHITOSANO 

Il chitosano viene utilizzato nelle diete ipocaloriche per la riduzione del peso corporeo, in quanto ha la capacità di legare a sé i grassi impedendone l'accumulo. I gruppi amminici del chitosano a forte polarità positiva attirano i gruppi carbossilici a carica negativa dei lipidi (colesterolo, trigliceridi) e di quelli biliari.

Questa capacità di assorbire i grassi, favorendone l'eliminazione con le feci, viene sfruttata in molti prodotti destinati alle persone sovrappeso o con elevati livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue in quanto, il chitosano ne limita l'assorbimento e l'accumulo, favorendo così l'equilibrio tra massa grassa e massa magra o muscolare. 

Questi legami di tipo elettrolitico che si formano tra chitosano e lipidi presentano scarsa tendenza a legarsi con l’acqua, non vengono digeriti dagli enzimi del nostro apparato digerente e di conseguenza non possono essere assorbiti per via intestinale; così il chitosano cattura il grasso inglobandolo, per poi essere eliminato attraverso le feci a livello intestinale.

ACIDO ALFA LIPOICO

L’acido alfa lipoico è conosciuto anche per suoi potenziali effetti sul dimagrimento. L’utilizzo di questa sostanza sembra correlare ad un aumento della sensibilità dei tessuti all’insulina, da cui consegue un abbassamento dei livelli ematici di glucosio.

Traducendo, l’acido alfa lipoico sarebbe in grado di promuovere l’uso dei carboidrati come fonte di energia.

L’acido alfa lipoico si è dimostrato efficace nell’aumentare il reclutamento dei GLUT-4 (recettori intracellulari del glucosio), contribuendo così ad un aumento del sequestro del glucosio ematico e del suo utilizzo quale fonte energetica. 

Oltre a ripercuotersi sulla glicemia, questo meccanismo sembrerebbe favorire il dimagrimento: se il glucosio disponibile nel sangue viene “captato” dalle cellule sensibili all’insulina, i livelli ematici dello zucchero rientrano all’interno di un intervallo accettabile.

L’acido alfa lipoico impedirebbe l’instaurarsi di elevati picchi insulinici, cioè il segnale che le cellule adipose interpretano per avviare l’immagazzinamento dei trigliceridi al loro interno. L’azione ipoglicemizzante dell’acido alfa lipoico controllerebbe, quindi, l’accumulo di grasso all’interno degli adipociti.

CROMO 

Il Cromo è un oligoelemento, così definito in quanto presente nell'organismo umano solo in piccole tracce. Integratori di Cromo, come il Cromo picolinato, sono ampiamente utilizzati in ambito nutrizionale e dietetico, per le potenziali proprietà ipoglicemizzanti e dimagranti. In natura questo minerale è presente solo in piccolissime quantità, generalmente nel colostro bovino, nel latte e nei suoi derivati.

Nonostante carenze clinicamente degne di nota siano rare, stati subcarenziali sono invece frequenti nella popolazione generale, in particolare negli obesi. Proprio in questi soggetti, l'integrazione nutrizionale con Cromo mostra i massimi benefici. Indicazioni Perché si usa il Cromo? A cosa serve? Diversi sono gli ambiti di applicazione del Cromo. Classicamente, il Cromo viene utilizzato in ambito metabolico per ottimizzare il metabolismo glucidico, agendo proprio come agente insulino-sensibilizzante. L'impatto metabolico del Cromo spiegherebbe quindi anche l'utilità di questo minerale nel dimagrimento e nel trattamento dell'obesità. Interessati sarebbero anche le proprietà ipocolesterolemizzanti e normalizzanti il metabolismo lipidico.

Proprietà ed Efficacia Quali benefici ha dimostrato il Cromo, nel dimagrimento, nel corso degli studi? Per comprendere a pieno il potenziale antiobesigeno e dimagrante del Cromo, sarebbe opportuno prima di tutto chiarire i numerosi meccanismi molecolari nei quali questo oligoelemento interviene. Di fondamentale importanza per il bilanciamento metabolico e del peso corporeo sono:

L'attività insulino-sensibilizzante, mediata dalla proteina Cromodulina, in grado di attivare positivamente il recettore insulinico in presenza di insulina e contribuire alla fosforilazione dell'IRS, mediatore cellulare di questo ormone.  Tale attività risulterebbe fondamentale nei soggetti obesi con insulino-resistenza, garantendo così un netto miglioramento del metabolismo glicemico. Wu GY, Wada O Studies on a specific chromium binding substance (a low-molecular-weight chromium binding substance) in urine (author's transl). Sangyo Igak. Sreejayan N, et al Chromium alleviates glucose intolerance, insulin resistance, and hepatic ER stress in obese mice . Obesity (Silver Spring). (2008)

L'attività ipolipemizzante, probabilmente anch'essa correlabile al miglioramento del signalling insulinico. L'azione del Cromo sul metabolismo lipidico, tuttavia, non risulterebbe solo di natura quantitativa, ma anche qualitativa. La supplementazione con Cromo, infatti, oltre a ridurre le concentrazioni ematiche di colesterolo LDL e trigliceridi, ridurrebbe sensibilmente anche il grado di perossidazione lipidica (importante fattore di rischio cardiovascolare). Anderson RA, et al Potential antioxidant effects of zinc and chromium supplementation in people with type 2 diabetes mellitus . J Am Coll Nutr. (2001) Le proprietà metaboliche del Cromo, oltre che per fini terapeutici, sono state quindi sfruttate, non senza polemiche, anche nel dimagrimento e nel trattamento dell'obesità.

ZINCO

Lo zinco è un eccellente minerale, che ripara i danni provocati dall’eccesso di tossine nell’intestino e che rinforza il colon. Uno studio dell’INRAN (l’ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione) ha dimostrato che una carenza di zinco rende l’intestino ancora più sensibile alle infiammazioni e questo renderà alla lunga difficoltoso il  dimagrimento. Di zinco si ha bisogno soprattutto se, insieme alla difficoltà a perdere peso, si soffre anche di stipsi o sono presenti i sintomi del colon irritabile. Grazie a questo minerale è possibile riparare e rigenerare le pareti intestinali e ripristinare così quella barriera che blocca le molecole che frenano il dimagrimento.

Lo zinco inoltre è coinvolto in numerose funzioni fisiologiche: più di 200 enzimi hanno bisogno dello zinco per agire. Uno studio condotto dai ricercatori della University of Massachusetts, ha riscontrato un rallentamento del metabolismo in chi aveva una dieta povera di zinco ed è bastato aumentare l’assunzione di questo minerale per ottenere un innalzamento del tasso metabolico. Lo zinco infine incrementa i livelli di leptina, l’ormone sintetizzato proprio dalle cellule adipose, che favorisce l’eliminazione del grasso accumulato, controllando anche il senso di fame.

Ulteriori informazioni

Formato 90 Tabs
Peso 210.0000
Ingredienti

Uso Modo d’uso: assumere 3 compresse al giorno. Idealmente due al mattino prima di colazione ed una nel pomeriggio. Assumere con abbondante acqua. Utilizzare per massimo 8 settimane e sospendere per 2.
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